Ciao 2001, April 12, 1981

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Ciao 2001

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Trust

Elvis Costello

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   Manuel Insolera

Tra il precedente LP ufficiale Get Happy! e quest'ultimo non c'è soltanto di mezzo una differenza di sei canzoni (il primo ne aveva ben venti, quest'ultimo "soltanto" quattordici), ma anche un album semiufficiale, Taking Liberties, uscito qualche mese fa (ma non in Italia), e contenente materiale raro di Elvis, in particolar modo facciate B di vecchi quarantacinque giri o brani di alcuni extended-play (45 giri con quattro canzoni) pubblicati in Inghilterra.

Se si eccettua Taking Liberties, Trust è dunque il quinto album ufficiale di Elvis Costello. E probabilmente il suo migliore in assoluto, insieme al secondo This Year's Model. Ma soprattutto, è un album che segna una svolta nella sua carriera musicale. Finora, Elvis e il suo eccezionale produttore Nick Lowe avevano badato soprattutto a valorizzare la straordinaria abilità di Elvis come compositore pop. La struttura della canzone, il suo testo, il suo occhieggiare mirabilmente al pop-beat dei Sixties o alla soul music, sempre dei Sixties, di scuola Star o Motown, erano finora state messe in primo piano a dispetto degli aspetti formali: gli arrangiamenti, l'accuratezza della voce, le parti strumentali.

Questo modo di procedere aveva raggiunto il suo culmine proprio nel precedente Get Happy, con le sue venti canzoni quasi tutte sul minuto e mezzo-due al massimo, ove l'ossatura, lo scheletro della canzone era, si può dire, "tutta" la canzone.

Queste ossature, questi scheletri di canzone sono sempre stati in Elvis — è il caso di ribadirlo — assolutamente geniali (egli si iscrive ormai di diritto nella categoria dei grandi pop-writers del calibro di un John Lennon, di un Pete Townshend, di un David Bowie): ma oggi, a questo si aggiunge un inedita rivalutazione dell'aspetto formale, che completa finalmente la prima parte del "lungo viaggio" di Elvis Costello attraverso i continenti del pianeta pop-rock.

E dunque, grazie anche alla eccezionale bravura dei suoi Attractions e alle squisite qualità di produttore del suo alter-ego Nick Lowe, qui ogni canzone è rivestita di arrangiamenti stringati ma sempre deliziosi; il "suono," gommato ed elastico, è impareggiabile; e le parti strumentali, con le tastiere sempre in primissimo piano, sono ricche di inventiva e di freschezza. La voce di Elvis, poi, si era già ampiamente personalizzata, dopo le prime titubanze, fin dai tempi di Armed Forces.

Trust è dunque uno splendido "pop-rock varietà" degli anni Ottanta: ci sono i beat-rock, ci sono gli inserimenti soul, tutte le reminiscenze dei Sixties (con l'ossessione dei Beatles sempre in prima linea), ma ci sono soprattutto le matrici di un pop-rock senza età, una fusione personalissima che ormai è identificabile solamente con lui, Elvis Costello. Tutte le canzoni sono dei piccoli gioielli tagliati di cesello, dei piccoli classici della pop-music contemporanea. Tra di essi, spiccano quelli più feroci e taglienti, tanto per non smentire la vena rissosa e polemica di Costello: dalla splendida "Clubland" che se la prende con i club dei puristi, a "Watch Your Step" (il capolavoro assoluto del LP), che attacca gli stereotipi della televisione americana, a "Pretty Words" con le consuete piccanti inventive contro i giornalisti... Insomma, Elvis è ancora una volta in piena forma.

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Manuel Insolera reviews Trust.

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