Corriere della Sera, August 17, 2009

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TOUR CON LA VECCHIA BAND, LA NUOVA E LA UTAH SYMPHONY

Costello: «Abbasso i cliché Canto l' opera e il bluegrass»


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RANCHO MIRAGE (California) - Nel mondo musicale di Elvis Costello può capitare che venga commissionata da un teatro danese un' opera lirica (poi rimasta incompiuta). E qualche anno dopo alcune di quelle arie mai utilizzate diventano canzoni. In un disco bluegrass. «Riarrangiandole per "Secret, Profane and Sugarcane" (il suo nuovo cd, ndr) ho cominciato a pensare ai tasselli mancanti... raccontare una storia con le canzoni è come scrivere un romanzo a puntate - ha spiegato in un' intervista a una tv californiana prima del concerto di Rancho Mirage - Quando la gente pensa all' opera pensa a tanti cliché a una donna con l' elmo da vichinga in testa, ma la realtà è più sfaccettata». Insomma, la musica è come un puzzle, e il compito dell' artista è la costante ricerca dei pezzi con i quali fare sì che il quadro finale abbia un senso - punk, new wave, rock' n' roll, country, blues, musica da camera, folk, balletto, bluegrass. L' opera. Ma finisce per mancare sempre qualcosa: è la condanna di Elvis Costello: attraversare i decenni, gli stili - e imparare a leggere la notazione musicale nel 1993 alla soglia dei 40 anni per poter lavorare con un quartetto d' archi, tra i suoi «prof» anche il grande direttore Michael Tilson Thomas discepolo di Leonard Bernstein - sempre alla ricerca del pezzo mancante al suo puzzle musicale. Sul palco del casinò Agua Caliente di Rancho Mirage, nel mezzo del deserto fuori Los Angeles, Elvis Costello era circondato il mese scorso da due terzi della sua vecchia band anni ' 70, i gloriosi Attractions, ribattezzata «The Imposters», gli impostori: e con loro si è divertito a ripercorrere trentacinque anni di carriera riarrangiando i vecchi successi con lo stessa irriverenza verso il proprio monumento di cui fa sublime sfoggio, per esempio, Bob Dylan. E così il suo primo successo del 1977 «Watching the detectives» finisce in un medley improbabile con «Almost blue» (previa una micro-citazione di Serge Gainsbourg rapida come un battito di ciglia) che diventa a sua volta un' inquietante danse macabre. Gli anni ' 80 di «Everyday I write the book» arrivano velati da un po' di sorprendente nostalgia, come al ralenti, e non c' è rispettosa filologia neppure per il glorioso inno «Radio Radio», con i tempi accelerati ai limiti delle possibilità umane. Perché il passato, per Costello, si illumina sempre alla luce del presente. Mr. MacManus (è il suo vero cognome) aveva minacciato, a Rancho Mirage, di dedicare tutto l' inizio del concerto ai vecchi successi di Frank Sinatra e Dean Martin (che passarono qui buona parte degli anni ' 60, e a loro sono dedicati due vialoni nelle vicinanze), decidendo poi di evitare il bizzarro hommage all' ultimo momento (c' è un limite anche al suo eclettismo). Pochi giorni dopo Costello ha già cambiato veste: parcheggiati gli Imposters indossa i panni del menestrello bluegrass per qualche apparizione dedicata al nuovo cd, e poi ecco una serie di concerti con la Utah Symphony. Con i suoi capolavori new wave riscritti per orchestra, «con al posto delle chitarre elettriche quegli archi meravigliosi».
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Corriere della Sera, August 17, 2009


Matthew Persivale reviews Elvis Costello and The Imposters on Friday, July 10, 2009 at Agua Caliente Casino, Rancho Mirage, CA.



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