Jam, April 2002

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When I Was Cruel

Elvis Costello

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   Eleonora Bagarotti

When I Was Cruel è un ottimo mo-tivo per festeggiare i 25 anni di carriera di Elvis Costello, ma è un album tutt'altro che nostalgico. Aver come ospiti d'onore l'immancabile Steve Nieve al piano e l'amico Pete Thomas alla batteria, entrambi storici membri degli Attractions, non sminuisce di una virgola un vigore tutto nuovo e appassionante per quanto riguarda contenuti, sonorità e interpretazione.

45 apre l'album ed è il primo singolo. Costello la definisce una "autobiografia aritmetica" La voce è pura sulla ritmica del basso, gli accordi alle tastiere sono molto '60s. Subito accattivante e ricercata. Spooky Girlfriend si dischiude cupa e pensosa. Il sassofono di Roy Nathanson entra a metà e chiarisce definitivamente il concetto: la voce gioca a travestirsi da ottone per tutto il brano, leggiadro e privo di forzature. Le armonie orientali narrano la delusione di uno svengali. Tear Off Your Own Head, l'altro singolo, è un tipico brano costelliano. L'Hammond di Nieve porta ad immaginare scene di un film con ragazze hippy dai lunghi capelli che danzano nei loro vestitini colorati e striminziti, muovendo su e giù le braccia. Che dire, poi, delle vocalità anni 60? Melodia semplice per un'interpretazione in realtà assai ricca e complessa. Ogni strumento, non solo basso e batteria, rimarca le note puntate del ritmo binario, incalzante e velocissimo. When I Was Cruel No. 2 è una canzone dal forte impatto. Le armonie sono intrise di gusto dark, i ritmi cadenzati. Una spezzata vocalità femminile in levare crea, coi suoni psichedelici delle tastiere, un'atmosfera molto sensuale. La chitarra di Costello produce sonorità distorte - ricordate le rimarcate 'stonature' di I Want You? - mentre la voce è espressiva. Nieve piazza qui e là giusto un paio di note al pianoforte e la magia del brano è strutturalmente compiuta: poche crome che risuonano urgenti, necessarie e belle da emozionare - Steve, in questo, è maestro. Pare un'espiazione di dolori e nostalgie delle quali Costello si dimostra grandissimo interprete. In realtà, il twist è stato 'captato' da un clip italiano degli anni Sessanta, nel quale cantava Mina. Soul For Hire riparte nella stessa chiave di When I Was Cruel ma l'atmosfera dark delle prime battute si alleggerisce dopo pochi secondi: dalla tonalità minore, il canto approda su un ritornello maggiore. Ritmi e sonorità arabe per 15 Petals (magistrali i fiati).

Tart è invece un classico brano costelliano dai toni minori: andamento lento, voce flautata sostenuta dal basso per il pezzo più melodico dell'album. Lo sfumato sul finale è un altro must. Dust 2. testimonia, ancora una volta, che a far da capisaldi in When I Was Cruel sono la ritmica e la ricerca di certe sonorità: distorsioni volute alla chitarra, frastuoni roboanti alle percussioni e l'accenno appena di qualche 'armoniosa disarmonia' alle tastiere. I puntini di sospensione rimandano a . Dust, una ripresa con aggiunta di fiati. Il tremolìo alla chitarra è lo special guest del brano. Non a caso: Costello ha spiegato di aver composto tutte e 15 le canzoni con una chitarra elettrica Silvertone e un amplificatore da 15 watt. Da un brano dai suoni forti come Dissolve si può ben comprendere e avvalorare il paragone tra Costello e John Lennon: l'uso della voce ne ricalca perfettamente timbro e stile. Alibi non si discosta da una delle tante canzoni inserite nei Best Of di Elvis: ritornello melodico, armonie minori, strumenti che entrano con lievi distorsioni mantenendo la stessa pregnanza nel contesto generale. Il brano era già stato proposto dal vivo in alcuni show di Costello con Lucinda Williams ed Emmylou Harris. In Daddy Can I Turn This? l'impronta punk del primo Costello si riaffaccia chiaramente a partire dalla chitarra elettrica. Attenzione: punk intellettuale e misurato. Curiosi i timbri del vibrafono, in realtà riprodotti dalle tastiere di Steve Nieve. My Little Blue Window si presenta come una delle melodie più classiche e orecchiabili, mentre Episode Of Blonde è un brano strutturato in due parti unite ma distinguibili: la strofa è interpretata alla maniera di Bob Dylan, con abbondanza di fiati e tastiere in sottofondo; il ritmo, una danza in ottavi, si mantiene nel ritornello che si tramuta in melodia fino ad esser quasi un'altra canzone. Il testo riprende alcune considerazioni di carattere sentimentale ed espressioni di rabbia. Sul finale di Radio Silence sussurra un'eco di vento.

Voto: 9

Perché: dopo 25 anni carriera Costello scrive e arrangia magistralmente un album che risuona originale. E lo registra con veri musicisti.

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Jam, No. 81, April 2002


Eleonora Bagarotti reviews When I Was Cruel.


Also includes a seven-page article on Elvis Costello.

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Elvis Costello


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