La Stampa, February 1, 1993

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I Dischi

Elvis Costello un rock per Giulietta


Alessandro Rosa

ENERGIA, originalità, immediatezza sono i codici genetici di un buon rock. Si riconoscono subito, d'istinto, come il palato di un sommelier identifica un buon vino. Che poi le vie del rock siano sempre più numerose, quasi quante le strade che portano a Roma, poco importa. E' il modo di viaggiare che fa il rock, non è una semplice questione di tecnica, suoni e scrittura, di manierismi. E' con quel suo spirito di libertà, con le sue capacità di travestimento che il rock ammalia.

Una fresca dimostrazione la offre Elvis Costello, rocker londinese di razza, insieme al Brodsky Quartet, quartetto d'archi di buona fama.

Costello resta affascinato dai concerti in cui il Brodsky Quartet interpreta Haydn, Schubet e Bartok; i quattro musicisti si mescolano al pubblico durante le esibizioni di Elvis. Un giorno s'incontrano e nasce l'idea di un comune progetto musicale. Un'esibizione dal vivo nel luglio scorso a Londra, e ora il disco "The Juliet letters" (Warner Bros., 1 Cd, Lp, Me), di cui è disponibile anche in ottimo video.

L'idea del disco nacque quando Costello apprese che un professore veronese si era accollato l'onere di rispondere alle lettere indirizzate a Giulietta Capuleti, protagonista del dramma d'amore cantato da Skakespeare. Sono così nati venti brani i cui testi sono altrettante lettere: un ventaglio dei sentimenti umani in forma di missiva, dall'amore alla tragedia di un suicidio, dai pensieri di un bambino ad un messaggio pubblicitario.

Nella presentazione di "The Juliet Letter", Elvis Costello chiarisce che il disco "non è il mio tentativo di avvicinarmi alla musica classica così come non è il primo album di rock del Brodsky Quartet. Insieme si è voluto esplorare la poco sfruttata combinazione di voce su un quartetto d'archi". Le precedenti scaramucce tra formazioni classiche e rocker avevano generalmente creato mostri. Furono i Beatles (in particolare McCartney) che si distinsero esplorando la via neobarocca con "Eleanor Rigby" e "Penny Lane". Nel caso di "The Juliet Letter" la scrittura delle composizioni è stata frutto di un lavoro di collaborazione tra Costello e i quattro Brodky.

Un originale concept-album, piacevole dove lieder e musica popolare s'intrecciano piacevolmente, dove l'eleganza degli archi affronta ritmi inconsueti e la voce si modula a forme melodiche e armonie particolari. Costello è il massimo teorico del kitsch e qui raggiunge il culmine della sua esplorazione in 1 questo territorio rischioso. In I questo caso il termine kitsch non è inteso nella sua accezione negativa. Anzi. Il disco è bizzarro, ma merita un caldo apprezzamento perchè contiene ciò che oggi il rock offre raramente: l'audacia intellettuale, il rigore, l'onestà.

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La Stampa, February 1, 1993


Alessandro Rosa reviews The Juliet Letters

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1993-02-01 La Stampa clipping 01.jpg
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Elvis Costello a rock for Juliet


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ENERGY, originality and immediacy are the genetic codes of a good rock . We recognize immediately, instinctively, as a sommelier's palate identifies a good wine. What then are the ways of the rock more and more, almost as many roads lead to Rome, does not matter. It's the way of travelling that makes the rock, is not simply a matter of technique, sound, and writing and mannerisms. And with his spirit of freedom, with its ability to disguise that rock charms.

A fresh demonstration of the features Elvis Costello, London -bred rocker, along with Brodsky Quartet string quartet of good reputation.

Costello remains fascinated by concerts in which the Brodsky Quartet plays Haydn, Bartok and Schubet, the four musicians mingle with the audience during performances of Elvis. One day meet and the idea of ​​a common musical project. A live performance in London last July, and now the album " The Juliet letters" (Warner Bros., 1 CD, LP, Me) , which is also available in great video.

The idea for the album was born when Costello learned that a Veronese professor had agreed to cover the cost of responding to letters addressed to Juliet Capulet, the protagonist of the drama of love written by Skakespeare. So were born twenty songs whose lyrics are as many letters, a range of human emotions in the form of a letter, from love to the tragedy of suicide, thoughts of a child to an advertising message.

In the presentation of "The Juliet Letters", Elvis Costello explains that the album "is not my attempt to get closer to classical music as it is not the first rock album of the Brodsky Quartet. Together we wanted to explore the untapped combination of a voice with a string quartet." The previous skirmishes between classically trained musicians and rocker generally had created monsters. It was the Beatles (especially McCartney) which distinguished themselves by exploring the way with the neo-baroque " Eleanor Rigby " and " Penny Lane ." In the case of "The Juliet Letters" writing compositions was the result of a collaborative work between Costello and the four Brodskys.

An original concept album, where pleasant lieder and folk music are interwoven nicely, where the elegance of the arcs deals with unusual rhythms and the voice is modulated to form harmonies and melodic details. Costello is the theoretical maximum of kitsch here and reaches the peak of its exploration in this area is risky. In this case, the term kitsch is not understood in its negative sense. Indeed . The disc is bizarre, but it deserves a warm appreciation because it contains what is now the rock has rarely: the daring intellectual rigour, honesty.



1993-02-01 La Stampa page 16.jpg
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