Repubblica, June 12, 2007

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Con Elvis Costello e Sting il pop d' autore è un' opera


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   Giuseppe Videtti

ROMA - Rock e opera, pop e classica: ci hanno provato in molti a far incontrare i due mondi e tutti, spesso, hanno fallito. Per questo Steve Nieve, pianista degli Attractions di Elvis Costello parla di «incontri impossibili», riferendosi all' opera Welcome to the voice, composta con la librettista francese Muriel Teodori, che la Deutsche Grammophon pubblica in questi giorni. Ci sono voluti quasi dieci anni di lavoro per far avverare il miracolo, ma alla fine è stata la più autorevole delle etichette di musica classicaa sposare il progetto. «Welcome to the voice è un' opera poliedrica che ingloba voci provenienti da mondi musicali diversi», spiega Nieve. «La sua forza è proprio la giustapposizione di voci rozze, incolte, provenienti dal jazz o dal rock (Robert Wyatt, Elvis Costello, Sting), con voci liriche che hanno trascorso una vita intera al conservatorio (Barbara Bonney, Amanda Roosecroft, Nathalie Manfrino, Sara Fulgoni). Il progetto ha affascinato artisti di altissimo livello, tanto che lo stesso Sting, impegnato sia con il repertorio di John Dowland che con la reunion dei Police, ha aderito al progetto con entusiasmo, misurandosi con lo straordinario soprano Barbara Bonney. «Non sono un tenore né un esperto di opera, ma questo è un progetto ambizioso e romantico, una sfida, e io non mi tiro mai indietro di fronte alle sfide», spiega Sting, che ha inciso voce e basso per l' opera di Nieve nello studio della sua villa in Toscana. «Credo di aver lasciato un segno nella musica con la voce che tutti conoscono e non vorrei cambiarla per cercare di diventare un nuovo Pavarotti. Non ne avrei neanche le capacità, devo accettare i miei limiti», conclude. La partecipazione di Costello a Welcome to the voice era quasi scontata, considerando che tra lui e Nieve c' è un sodalizio trentennale. «Questo è certamente un progetto ambizioso che coinvolge musica pop, world e classica», spiega Costello. Barbara Bonney, il soprano americano che ha lavorato con Muti e Abbado, una delle voci liriche più prestigiose del progetto, spiega: «Le voci e la musica interagiscono in quest' opera in una maniera inedita, niente che assomigli a qualcosa che io abbia già cantato o ascoltato». Nel tentativo di esplorare i poteri sensoriali ed extrasensoriali della voce umana, Nieve ha scelto tre cantanti-simbolo del pop, quattro liriche, due cori, il Brodsky Quartet e Marc Ribot, il più geniale e obliquo dei chitarristi contemporanei. «La storia è molto semplice», spiega Muriel Teodori, «e ruota intorno al personaggio di Dyonisos (Sting), un immigrato greco che lavora in un' acciaieria e finisce divorato dalla passione per una cantante d' opera di cui ha solo ascoltato la voce. Il suo amico (Robert Wyatt), cerca di dimostrargli l' assurdità della sua ossessione, e in effetti quando finalmente incontra l' oggetto della sua adorazione (Barbara Bonney), si trova di fronte una donna terrorizzata da tanto ardore e finisce ammanettato da un poliziotto (Elvis Costello)». Il finale è a lieto fine: i due eroi riconoscono la natura improbabile del loro incontro, ma decidono comunque di lanciarsi in un prodigioso, inverosimile duetto. Miracolo della voce.

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la Repubblica, June 12, 2007


Giuseppe Videtti reviews the CD release of Welcome To The Voice.


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