Repubblica, May 23, 2016

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Elvis Costello, il tour è salvo e arriva in Italia: "Il mio show 'deviato'"


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   Guido Andruetto

Un'infezione respiratoria ha rischiato di far saltare i suoi concerti italiani. Ma ora Mr. Costello è pronto a imbracciare di nuovo la chitarra. Prima a Torino (lunedì 23), poi a Milano, Padova, Firenze, Bologna e Roma: "Sul palco prendo una strada diversa, cercherò di ripercorrere tutto il mio repertorio, anche quello sconosciuto"

Per un soffio davvero non sono state cancellate le date italiane del nuovo tour europeo di Elvis Costello. Il sessantunenne cantautore di origine inglese si è ripreso completamente solo ieri da una grave forma di infezione respiratoria che lo ha debilitato a tal punto da non consentirgli di esibirsi nelle ultime cinque date che dovevano precedere la tournée italiana. Il leader di rock band storiche come Attractionse e Imposters ha annullato per primo il concerto di Anversa dove, dopo aver fatto il soundcheck, non ce l’ha fatta a suonare ed è stato così costretto a gettare la spugna. A catena, vista la gravità della situazione, sono stati immediatamente annullati i successivi concerti tra cui quello previsto all’Olympia di Parigi e ancora l’ultimo per ieri sera ad Amburgo con cui si sarebbe chiusa la settimana live di Declan Patrick MacManus in arte Elvis Costello. Sul fronte italiano, ovviamente, l’apprensione dei fan si è fatta sentire attraverso le richieste ai promoter locali per capire se la cancellazione di parte del tour avrebbe riguardato anche l’Italia. Non è successo: a poche ore dal debutto del suo tour a Torino, dove è atteso domani sera al Teatro Colosseo, Costello ha fatto sapere attraverso il suo entourage di essersi rimesso in sesto e di essere pronto per tornare dal vivo in Italia (il 24 a Milano, Teatro degli Arcimboldi, il 25 a Padova, Gran Teatro Geox, il 27 a Firenze, Teatro Verdi, il 28 a Bologna, Auditorium Teatro Manzoni, il 29 a Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, e il 31 a Brescia, Teatro Palabanco). Notizia confermata direttamente dall’artista che da Anversa ha accettato di rispondere ad alcune domande, segno di un veloce recupero e di buona salute.

Le recensioni dei suoi concerti a Londra della scorsa settimana, dal Guardian al Telegraph, sono state entusiastiche. Sembra che lei ci abbia messo tutto se stesso, ma poi complice questo terribile virus ne sia uscito veramente male.

"Lo dovevo alla città. A Londra ho vissuto una settimana veramente emozionante e tumultuosa. Ho dato tutto quello che potevo in quei quattro concerti. Essermi esibito al London Palladium con mia moglie (la cantante e pianista jazz canadese Diana Krall, ndr) seduta nel palco reale ad assistere al mio show nella serata di chiusura, è stata un’esperienza emotivamente forte. Londra è il posto dove sono nato e dove ho mosso i miei primi passi nella musica, anche se la mia vera casa oggi è altrove".

Sia lei che sua moglie Diana Krall avete reso omaggio in diversi concerti ad Allen Toussaint, “la voce di New Orleans” che ci ha lasciati lo scorso novembre. Che cosa ha rappresentato per lei?

"Allen è stato uno degli più uomini più gentili che io abbia mai incontrato nella mia vita. Con lui registrare, scrivere musica o andare in tour era sempre una fonte inesauribile di piacere e di scoperte. Sono sicuro che il mondo è davvero più povero senza di lui e senza la sua musica".

Nel 2005 realizzaste insieme l’album The River in Reverse che era attraversato da un senso di dolore e di smarrimento legato alla terribile calamità dell’uragano Katrina che colpì New Orleans.

"È l’unico disco della mia carriera che i abbia mai registrato in una città che si trovava sotto il coprifuoco notturno. La canzone che dà il titolo all’album e il testo che ho scritto per Ascension Day credo abbiano espresso il mio sgomento per tutto ciò che quella città ed i miei cari amici hanno dovuto affrontare".

Elvis Costello, dal punk alla Deutsche Grammophon, la carriera è eclettica

L’amicizia è un ingrediente fondamentale secondo lei per fare musica insieme?

"È impossibile suonare con qualcuno con cui non stai bene. I miei compagni di viaggio Steve Nieve e Pete Thomas sono ancora oggi, a distanza di moltissimo, tempo, due tra i miei più cari amici, anche se ci siamo trovati insieme davvero per caso".

Il contrabbassista Greg Cohen dice di lei che è "una persona arguta, spiritosa e anche un musicista onesto, autentico". Le fanno spesso di questi complimenti?

"La verità è che Greg è l’anima buona qui. Lui è un artista che ha sempre trovato le soluzioni ritmiche migliori che fosse per Woody Allen con la sua orchestra jazz, per Tom Waits o per Ornette Coleman. Mi piace ricordare che Greg ha suonato anche con Jim Keltner in Painted from Memory, il mio album con Burt Bacharach".

Come è strutturato il nuovo concerto del suo Detour che si ascolterà in Italia?

"È una deviazione, come dice il nome stesso. Sul palco prendo una strada diversa attraverso la quale cerco di ripercorrere tutto il mio repertorio, eseguendo canzoni scritte prima ancora che registrassi dei dischi oppure dei brani che invece ho composto negli ultimi due mesi, o ancora altri che presenterò in una prossima produzione per i teatri che si intitola A Face In the Crowd. Questo concerto ha molti elementi di comunanza con un sogno in cui ci si perde".


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La Repubblica, May 23, 2016


Guido Andruetto interviews Elvis Costello ahead of a series of shows in Italy on the European Detour.


Andrea Morandi previews Elvis Costello solo on Tuesday, May 24, 2016 at Teatro Arcimboldi, Milan, Italy.


la Repubblica previews Elvis Costello solo on Monday, May 23, 2016 at Teatro Colosseo, Turin, Italy.

Images

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Photo credit: Danny Clinch


Andrea Morandi

IN un passaggio storico in cui gli artisti fanno a gara nel postare immagini e momenti di vita privata su Instagram e affini, qualcuno ancora percorre la direzione opposta, scegliendo la ritrosìa come stile di vita. Declan Patrick MacManus, in arte Elvis Costello, sembra ancora vivere negli anni Ottanta. Al di fuori di concerti o dischi, il cantautore inglese è praticamente invisibile. Proprio per questo, la data di domani sera del suo Detour Show agli Arcimboldi è merce pregiata, un concerto imperdibile in cui Costello ripercorrerà quarant'anni di carriera, da Less Than Zero – il primo 45 giri, pubblicato nel 1977 – a Pads, Paws and Claws e Shipbuilding, quasi sempre solo sul palco, diviso tra pianoforte e microfono, qualche volta accompagnato da Larkin Poe alla chitarra.

Sessantuno anni, punto di riferimento per due generazioni di autori in musica, Costello ha appena pubblicato anche in Italia il suo Musica infedele & inchiostro simpatico (edito da Baldini & Castoldi), lungo viaggio a ritroso nella sua vita, tra ricordi e dischi, soprannomi (Macca) e quella nuova identità rubata un giorno da adolescente, prendendo il nome a Elvis Presley e il cognome della bisnonna italiana. Così nacque Elvis Costello, personaggio atipico e incatalogabile, forse l'unico artista capace di incidere canzoni tanto con una mezzosoprano come Anne Sofie von Otter e con una band come i Roots (Wise Up Ghost, nel 2013), Burt Bacharach e Billie Joe Armstrong dei Green Day, Paul McCartney e Gustavo Santaolalla con i suoi Bajofondo. Perché Costello è sempre stato così, per lui non esistono generi, solo strade da prendere, siano omaggi al suono di New Orleans o canzoni di protesta.

Spesso in giro per il mondo con la terza moglie – la diva jazz Diana Krall – e i loro due gemelli di nove anni, Costello da sempre si tiene alla larga da quasi tutti i social network. «In realtà ho anche il mio account Twitter», ha precisato qualche settimana fa, «e quando Taylor Swift l'anno scorso ha preso posizione contro la Apple ho anche scritto la mia opinione, facendole i complimenti, ma il giorno dopo, aprendo il New York Times, mi sono ritrovato il mio tweet pubblicato in un articolo. Sono rimasto scioccato e mi sono detto: meglio starci attenti con quell'aggeggio, perché ti puoi ritrovare in grossi guai». In puro stile Costello, sarà quasi impossibile prevedere la scaletta dello show, visto che continua a cambiare le carte in tavola, ma sicure dovrebbero essere (almeno) Side by side, Alison e l'inno (What's So Funny ‘bout) Peace, Love and Understanding.


Sessantuno anni, punto di riferimento per due generazioni, si racconta in un libro appena uscito in Italia, "Musica infedele & inchiostro simpatico"

DOVE E QUANDO

Elvis Costello fa tappa con il suo Detour Show domani alle ore 21 al Teatro degli Arcimboldi, biglietti da 40 a 63 euro, info 892101



Colosseo, mister Costello racconta quarant'anni di carriera


g.l.v

OLTRE due ore di spettacolo , in una scaletta aperta, in cui oltre ai brani ritenuti fondamentali della sua quarantennale carriera, trovano spazio cover dal repertorio di alcuni colleghi, da Bob Dylan a Burt Bacharach. Così si delinea "Detour"il solo show di Elvis Costello, il geniale artista inglese, che stasera comincia dal Teatro Colosseo di Torino (inizio alle 21, biglietti da 35 a 58 euro, organizza Hiroshima Mon Amour) il suo tour di sette tappe in Italia, dopo il problema respiratorio che lo ha costretto ad annullare le date della scorsa settimana.

Lo show già accolto con entusiasmo in tutto il mondo, è un viaggio divertente attraverso l'incredibile vita di Elvis Costello, all'inizio erroneamente catalogato come "punk" ma che nella sua carriera ha dimostrato di essere musicista più che mai eclettico capace di incrociare tanti stili: la canzone d'autore, il country, il blues del Sud degli Stai Uniti.

Costello ripesca dal baule dei ricordi canzoni e aneddoti, mentre alle sue spalle scorrono su un maxi schermo istantanee della sua storia che lega indissolubilmente quella dell'uomo a quella dell'artista.


Elvis Costello stasera al Colosseo

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