Repubblica, October 15, 2003

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Note senza confini di un magico artista


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  Ernesto Assante

Declan Patrick McManus era un giovane programmatore di computer. Ma il suo sogno era la musica. Iniziò a suonare come D. P. Costello nei folk club, aveva una band country, il poster di Presley nella sua stanza ed il rock nel cuore. Sarebbe rimasto un programmatore di computer se un giorno uno dei suoi demo tape non fosse arrivato sulla scrivania di Jake Riviera, bossa della Stiff Records, che lo invitò in ufficio, lo guardo negli occhi e capì che quello che aveva davanti non era il mite Declan Patrick McManus, programmatore di computer, bensì il ben più vivace ed elettrico Elvis Costello che domenica sera sarà in concerto al Parco della Musica con Steve Nieve. Sono passati ventisei anni dal suo esordio, un quarto di secolo, per definire il proprio universo sonoro ed espressivo. Ma per Costello non è ancora abbastanza, non è ancora arrivato il momento di tirare i remi in barca e stabilire la sua "vocazione" musicale. In questi ventisei anni Costello ha camminato senza sosta nell' universo della musica, ha attraversato epoche e stagioni senza fermarsi mai, senza aderire a mode o correnti, superando in un solo balzo generi e categorie, credendo fermamente solo nella forza della musica e, soprattutto, della canzone. La canzone, per Costello, è arte difficile, che va praticata quotidianamente, per cercarne di allargare i confini e superarne i limiti; canzone che può essere colta e raffinata quando Costello suona con il Brodsky Quartet, popolare e cantabile quando il nostro affianca (come solo Lennon era riuscito a fare) Paul McCartney, rock ed elettrica, country e romantica, jazz e appassionata, punk e ribelle. Una canzone, insomma, che si trasforma in mille canzoni diverse, che non conosce le regole del mercato e segue soltanto quelle del cuore. Costello è probabilmente uno dei più grandi autori della canzone contemporanea, un artista in grado di raccontare se stesso e il mondo con una lucidità ed una poesia che altri non hanno, con una coerenza ed una forza che gli anno permesso, in questi ventisei anni, di andare avanti anche controcorrente, seguendo solo il suo istinto d' artista. Sono molti i dischi di Costello che meritano un posto nella storia del rock e del pop, e ancor di più nello scaffale dei dischi di ogni casa di appassionato di musica: a partire dall' album d' esordio per la Stiff, My aim is true, o il seguente This year's model, in piena era punk, il country di Almost Blue, il pop ambiziosissimo di Imperial Bedroom, o Punch the clock o il viaggio americano di King of America, tutti degli anni Ottanta. Nel decennio seguente il repertorio diventa più ampio e complesso, dal pop oscuro e complesso di album come Spike, alla poetica avanguardia di The Juliet letters, fino alle canzoni pop di Painted from memory e alle sperimentazioni con Sophie Von Otter. A Roma, all' Auditorium, Costello, assieme a Steve Nieve, presenterà i brani del suo ultimo album, The North, e molte delle sue più belle canzoni, in una serata che, per chi vuole lasciarsi accompagnare nella magia e nell' arte di Costello, è davvero da non perdere.
Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli, ore 21, biglietti da 15 a 25 euro. Info: 06.80242350

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la Repubblica, October 15, 2003


Ernesto Assante previews Elvis Costello and Steve Nieve in concert on Monday October 19, 2003 at Auditorium Il Parco Della Musica, Rome, Italy.


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