Repubblica, October 21, 2003

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E il pubblico in sala duetta con Costello


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  Gino Castaldo

Diciamolo pure, la musica è il regno delle sorprese, e Costello è un eroe d' altri tempi, un indomabile e arguto poeta della canzone. Vederlo sul palco dell' Auditorium con un paio di chitarre accanto, accompagnato esclusivamente da Steve Nieve al pianoforte, e per di più per presentare l' ultimo album North, non proprio facile, denso di orchestrazioni d' archi e accurate sottigliezze da musica classica, faceva pensare a un breve scarno recital. E invece il concerto è durato quasi due ore e mezza, una carrellata forsennata, non solo nel delicato e romantico viaggio sentimentale di North, ma anche nella enormità del suo venticinquennale repertorio. E' andato indietro fino a brani preistorici come "Watching the detectives" e "Accidents will happen", quando usciva, sornione e pungente, dal caos iconoclasta della stagione punk, ha ricordato le sue prestigiose collaborazioni, prima fra tutte quella con Burt Bacharach ("I still have that other girl"), ha cantato i suoi capolavori come "Shipbulding", ovvero l' amara Inghilterra dei lavoratori all' epoca della guerra delle falklands, e "God's comic" (nella quale si racconta di un irresistibile dialogo tra un comico che va in paradiso e Dio), non evitando "Almost blue" (che in Italia ha ispirato un romanzo e poi un film) e ha ovviamente lasciato ampio spazio al crepuscolare percorso di North. Il fatto è che il suo rigore, indiscusso, viene spesso confuso con una seriosità che non gli appartiene. Elvis Costello è spiritoso, divertente e soprattutto è un insuperabile performer, in grado di coinvolgere il pubblico in inattesi duetti. Molti se lo ricorderanno quando con massimo sprezzo del pericolo uscì nella mondovisione di Live Aid da solo con la chitarra, barbuto e vestito come un austero mormone, cantando «All you needs is love». Dunque ci vuole ben altro che un recital scarno, come di fatto è quello che porta in giro con Steve Nieve, per renderlo mansueto. Steve Nieve è un pianista guizzante e imprevedibile, nervosamente fantasioso, Costello è un leone, gioca con la sua chitarra acustica applicando a volte un distorsore per le parti più roccheggianti, usando la voce con consumata esperienza, un crooner rock che nel nuovo progetto, nelle canzoni che da "You left me in the dark" arrivano alla redenzione amorosa di "I'm in the mood again", ha trovato un nuovo colore vocale, più morbido, baritonale, adatto a interpretare canzoni che sono riuscite nella difficile impresa di coniugare in modo intelligente il più logoro dei temi della canzone, l'amore.

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la Repubblica, October 21, 2003


Gino Castaldo reviews Elvis Costello and Steve Nieve in concert on Monday October 19, 2003 at Auditorium Il Parco Della Musica, Rome, Italy.


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