Storie, January 8, 2014

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Storie
  • 2014 January 8

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MUSICA

Elvis Costello & The Roots: quanto vale la collaborazione che non t’aspetti?


Agatha Orrico

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NEW YORK – Questlove è il leader dei The Roots, band da lui stesso definita, in un eccesso di confidenza, la più cool della scena hip hop newyorkese. Ha anche dichiarato di aver coronato il sogno di lavorare con uno dei suoi miti adolescenziali: sta parlando del re del pop d’essai, Elvis Costello che dal canto suo, riferendosi al rapper, rincara la dose asserendo di essere “totalmente affascinato dalle sue idee”.

Il primo incontro dellacostello-questlove strana coppia è in uno show americano; una semplice collaborazione si evolve nella realizzazione di un album dal titolo “Walk Us Uptown and Other Songs”, con musica della band e testi di Costello. I due hanno qualcosa in comune, ad esempio l’ossessione per le collaborazioni e un background musicale simile.

Declan Patrik MacManus divide l’adolescenza a Liverpool tra il negozio di dischi della madre e i club frequentati dal padre trombettista, dal quale prende lo pseudonimo di Costello. Alla fine degli anni ‘70 si inserisce nella scena musicale punk, dando vita a una carriera longeva e irrequieta che alterna un minestrone di stili: swing, jazz, country, pop. Il carattere irruento e gli eccessi di alcol gli valgono il soprannome di ”angry young man”.

Ahmir Khalib Thompson sviluppa fin da piccolo un innegabile talento come batterista, frutto dell’infanzia trascorsa nei backstage al seguito dei genitori musicisti. Disc-jockey e produttore, fonda una band che vanta (appunto) decine di collaborazioni.

“Abbiamo creduto al progetto come si fa con un’intensa storia d’amore”. Ma l’alchimia sbandierata ha raffreddato chi aveva affrettato recensioni entusiastiche prima ancora dell’uscita del disco: un miscuglio di jazz, groove con accenni alla Motown di Detroit, definito dallo stesso Costello “un calderone pieno di polveri e pozioni… Non conosco un nome per questo tipo di musica”.

Un lavoro non tradizionale in cui manca il collante tra la voce nasale dell’ex crooner e le basi musicali ripetitive e poco armoniche. Completano l’insieme testi apocalittici in pieno stile costelliano con richiami colti ai versi di Ezra Pound. “Ho voluto parlare di corruzione, caos, del mormorio di uomini in preghiera e del calpestio degli assassini. Un mondo senza Dio, senza amore, senza giustizia dove non c’è salvezza”.

Ai critici musicali e ai fruitori di musica spetterà giudicare questo ibrido soggettivamente discutibile. C’è da chiedersi se la collaborazione Costello-Questlove non sia frutto di un malcelato bisogno di rivitalizzare le loro carriere, la prima inamidata, l’altra forse sopravvalutata.

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Storie, January 8, 2014


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