Mescalina, July 18, 2008

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Mescalina

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Rock

Elvis Costello

Momofuku
2008 - LOST HIGHWAY

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 Christian Verzeletti

Suona come un incantesimo il titolo del nuovo disco di Elvis Costello. Ed è chiara la volontà dell’autore di circondare questo lavoro di una sorta di aura magica, di qualcosa che riesca ancora ad attirare il pubblico.

Lo fanno ormai tutti i musicisti con un minimo di nome (e non solo): trovare un escamotage che faccia parlare del loro cd, che catturi l’attenzione dei media – meglio se prima dell’uscita. È successo così che “Momofuku” sia stato annunciato come un album che sarebbe uscito esclusivamente in vinile e in digitale. Ora che ce lo ritroviamo tra le mani in cd, ci viene da pensare all’ennesima strategia da distribuzione alternativa che poi si rivela un bluff, buono solo per aumentare la quantità di news.

Meno male che Elvis Costello non si nasconde dietro queste trovate di marketing e sin da “No hiding place” pensa a mettere sostanza nel disco con le sue Gibson e con un tiro immediato, divertente, molto rock’n’roll.

Con lui, come al solito, ci sono i fedelissimi Imposters (Steve Nieve, Pete Thomas, Davey Faragher) e poi un gruppo di amici, battezzato “Supergroup”, tra i quali riconosciamo Jenny Lewis alle vocals, David Hidalgo alla chitarra e Jonathan Rice (proprio quello che abbiamo incontrato poco tempo fa in “Further North”), impegnato tra vocals e chitarre anche lui di marca Gibson.

Il disco è diviso in due lati – proprio come un vinile, toh! – con pezzi suonati a profusione, carichi di echi e di suoni amplificati con strumenti da intenditori. Costello fa nuovo sfoggio della sua collezione di chitarre e soprattutto di una serie di chicche rock’n’roll, inserite in scaletta con tanto mestiere ed entusiasmo: da segnalare il trittico iniziale, soprattutto “Turpentine” con un gran lavoro di Nieve tra wurlitzer e Hohner Pianet. Poi “Stella Hurt” che batte sporca, rumorosa quasi fino a far fischiare gli strumenti, e “Go away”, suonata di corsa per chiudere la scaletta di colpo.

Da sottolineare “Harry Worth”, una classica ballad a la Costello che brilla per quella spocchia di diversità che ben conosciamo, e poi un paio di pezzi co-scritti con Rosanne Cash (figlia di Johnny) e Loretta Lynn.

Tra Les Paul, Magnatone Typhoon, Rickenbacker, Danelectro baritone, qualche Fender ed una Epihone Riviera, Costello sfodera un disco tanto sbarazzino quanto di consumata esperienza.

Lui ci tiene a specificare che il titolo (“Momofuku” era l’inventore degli “instant noodles”) non ha nulla a che fare con l’omonimo ristorante newyorkese, ma il piatto è comunque gustoso. E la formula, che Costello sta portando avanti ultimamente con uno sguardo rock più rivolto a Sud (salvo divagazioni), è ancora una volta riuscita.



Tags:  MomofukuNo Hiding PlaceThe ImpostersSteve NievePete ThomasDavey FaragherJenny LewisDavid HidalgoJohnathan RiceTurpentineStella HurtGo AwayHarry WorthRosanne CashJohnny CashLoretta Lynn

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Mescalina, July 18, 2008


Christian Verzeletti reviews Momofuku.

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album cover

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