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In Inghilterra la situazione è molto diversa. Il country and western ha molto seguito, come dimostrano i tutti esauriti all'annuale Festival di Wembley e le regolari apparizioni a Londra e altrove di gente del calibro di Tammy Wynette e Boxcar Willie, ma è un seguito conservatore e di mezz'età, completamente estraneo alle influenze del rock new wave. Come Elvis Costello ha rivelato in un programma televisivo, alcuni giorni dopo l'uscita di ''Almost Blue'' l'idea di presentare dei pezzi classici country ad un pubblico che ignora, sia pure involontariamente, questa musica, non può che risollevare un interesse profondamente sopito. L'altra ragione è naturalmente quella che vuole Costello un grandissimo fan del country; lo si era potuto vedere molte volte in compagnia di George Jones e di altre stars dietro al palco durante il Country Festival a Londra lo scorso aprile.  
 
In Inghilterra la situazione è molto diversa. Il country and western ha molto seguito, come dimostrano i tutti esauriti all'annuale Festival di Wembley e le regolari apparizioni a Londra e altrove di gente del calibro di Tammy Wynette e Boxcar Willie, ma è un seguito conservatore e di mezz'età, completamente estraneo alle influenze del rock new wave. Come Elvis Costello ha rivelato in un programma televisivo, alcuni giorni dopo l'uscita di ''Almost Blue'' l'idea di presentare dei pezzi classici country ad un pubblico che ignora, sia pure involontariamente, questa musica, non può che risollevare un interesse profondamente sopito. L'altra ragione è naturalmente quella che vuole Costello un grandissimo fan del country; lo si era potuto vedere molte volte in compagnia di George Jones e di altre stars dietro al palco durante il Country Festival a Londra lo scorso aprile.  
  
L'idea di un album country in un periodo nel quale new romantics infestano le charts deve avere fatto passare più di una notte insonne a molti dirigenti discografici ed è un merito di Costello che un simile lavoro sia stato portato a fine senza pressioni di carattere commerciale; i timori si sono però sveltamente sciolti quando fu chiaro che l'album faceva passi da gigante nelle classifiche inglesi. Registrato con le Attractions a Nashville, nel Tennessee, con Bill Sherrill come produttore, ''Almost Blue'' è una raccolta di pezzi delle stars di ieri e oggi, Hank Williams, Charlie Rich, Merl Haqgard, Gram Parsons, Don Gibson. La presenza di Sherrill aggiunge la giusta misura di prospettiva storica, visto che Sherrill, adesso uno dei multi-milionari del record business di Nashville, incominciò la carriera come ingegnere del suono alla Sun Records di Memphis, lo studio che scoprì gente come Presley, Carl Perkins, Charlie Rich e Johnny Cash.  
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L'idea di un album country in un periodo nel quale new romantics infestano le charts deve avere fatto passare più di una notte insonne a molti dirigenti discografici ed è un merito di Costello che un simile lavoro sia stato portato a fine senza pressioni di carattere commerciale; i timori si sono però sveltamente sciolti quando fu chiaro che l'album faceva passi da gigante nelle classifiche inglesi. Registrato con le Attractions a Nashville, nel Tennessee, con Bill Sherrill come produttore, ''Almost Blue'' è una raccolta di pezzi delle stars di ieri e oggi, Hank Williams, Charlie Rich, Merl Haqgard, Gram Parsons, Don Gibson. La presenza di Sherrill aggiunge la giusta misura di prospettiva storica, visto che Sherrill, adesso uno dei multi-milionari del record business di Nashville, incominciò la carriera come ingegnere del suono alla Sun Records di Memphis, lo studio che "scoprì" gente come Presley, Carl Perkins, Charlie Rich e Johnny Cash.  
  
 
Il risultato di questa collaborazione è un disco, il cui contenuto rappresenta un'atmosfera nella quale Elvis Costello, ed il suo eccellente gruppo, gli Attractions, sembrano trovarsi alla perfezione: un ritmo della melodia e della passione contrapposto alla meccanicità e freddezza che ci viene da così molta della musica odierna. Forse per provarci dal vivo, o forse solo per divertirsi, Elvis Costello ha proposto ''Almost Blue'' dal vivo in un concerto alla Royal Albert Hall, a pochi giorni di distanza da altri due shows all'agonizzante Rainbow. Biglietti esauriti per tutti e tre gli spettacoli, ed un'agenzia di viaggio ha pure riempito tutti i posti di un volo charter per l'apparizione, alcuni giorni dopo, in una hall a Parigi.  
 
Il risultato di questa collaborazione è un disco, il cui contenuto rappresenta un'atmosfera nella quale Elvis Costello, ed il suo eccellente gruppo, gli Attractions, sembrano trovarsi alla perfezione: un ritmo della melodia e della passione contrapposto alla meccanicità e freddezza che ci viene da così molta della musica odierna. Forse per provarci dal vivo, o forse solo per divertirsi, Elvis Costello ha proposto ''Almost Blue'' dal vivo in un concerto alla Royal Albert Hall, a pochi giorni di distanza da altri due shows all'agonizzante Rainbow. Biglietti esauriti per tutti e tre gli spettacoli, ed un'agenzia di viaggio ha pure riempito tutti i posti di un volo charter per l'apparizione, alcuni giorni dopo, in una hall a Parigi.  
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[[Luigi Abbà]] reviews Elvis Costello & [[The Attractions]] with the [[Royal Philharmonic Orchestra]], Thursday, [[Concert 1982-01-07 London|January 7, 1982]], Royal Albert Hall, London.
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[[Luigi Abbà]] profiles Elvis Costello and reviews his concert with [[The Attractions]], [[John McFee]] and the [[Royal Philharmonic Orchestra]], Thursday, [[Concert 1982-01-07 London|January 7, 1982]], Royal Albert Hall, London.
  
 
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Ciao 2001

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Attrazione alla Royal Albert Hall


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   Luigi Abbà

Elvis Costello e le sue Attractions si sono presentati alla celebre sala Londinese per uno spettacolo emozionante, dove pressappoco e' andata cosi'.

LONDRA — Tra gli artisti dell'era post-punk, Mister MacManus, alias Elvis Costello, rimane uno dei pochissimi, forse l'unico, che ancora non abbia fatto passi falsi, nonostante l'attento esa-me al quale viene sottoposto ogni sUo lavoro. Per i critici mu-sicali inglesi l'uscita di un suo album equivale al momento dell'apertura della stagione ve-natoria per un cacciatore no-strano; in altre parole, tutto è permesso. Non che vi siano sempre delle denigrazioni per un artista la cui coerenza è sottolineata da una serie di albums II cui contenuto, sia pure spostandosi pochissimo da temi già fritti e rifritti, man-tiene un valore e una fieschez-za unica. Il 1981, un anno la cui produzione musicale non verrà certo considerata "d'an-nata" in decenni d venire, ha visto la luce di ben due albums di Costello, entrambi attesissimi.

Trust, uscito nella primavera, si può definire un "tipico" album di Costello, una collezione di ballate acide e tortuose, dai contenuti reali e immediati, una continuazione dei messaggi il cui accenno si era avuto al vero inizio della sua carirera, nella terra di nessuno del primissimo dopo-punk, in pezzi come "Lip Service" o "Watching the Detectives." Del secondo LP si era molto parlato, prima dell'uscita, come uno spostamento, una deviazione da temi e stili comuni. Almost Blue, un album composto di rielaborazioni di hits del country and western, è un album sul quale risulterebbe impossibile spendere fiumi di parole senza cadere nel narcisismo d istruttivo che ha caratterizzato molta critica musicale inglese. E' necessario tuttavia, cercare di risalire la corrente, e chiederci come mai il country and western, da cui dopotutto deriva buona parte dell'influenza rock odierna, è rimasto l'illustre sconosciuto nel calderone di stili che hanno trovato strada nella new wave: per necessità o scelta si sono riscoperti o rispolverati sounds improbabili, come Adam e le sue formiche ci hanno dimostrato con il loro Burundi Beat. Al rockabilly, nuovo arrivato nella bottega dei revivals, va il merito di aprire qualche breccia nel muro che circonda la conoscenza e l'apprezzare il country in Europa; rockabilly e country sono, se non fratelli, senz'altro cugini stretti.

Facendo un passo all'indietro nel tempo, è possibile ricordare albums che negli anni '60 fondevano con un successo ammirevole rock e country: i Byrds con Sweetheart of the Rodeo, i Grateful Dead con American Beauty, e altri gruppi come Flying Burrito Brothers, Hot Tuna, Manassas, ecc. i cui componenti ora stanno probabilmente guadagnandosi da vivere vendendo spazzole o polizze di assicurazione sui pianerottoli della California. I pochi che rimangono, Neil Young tra questi, hanno tuttavia prosperato, vista l'aura di genialità con cui viene etichettato ogni loro lavoro. L'esperienza di allora non è andata perduta, almeno negli USA, visto che buona parte di gruppi e artisti ripropone del materiale la cui origine si può rintracciare in quegli anni.

In Inghilterra la situazione è molto diversa. Il country and western ha molto seguito, come dimostrano i tutti esauriti all'annuale Festival di Wembley e le regolari apparizioni a Londra e altrove di gente del calibro di Tammy Wynette e Boxcar Willie, ma è un seguito conservatore e di mezz'età, completamente estraneo alle influenze del rock new wave. Come Elvis Costello ha rivelato in un programma televisivo, alcuni giorni dopo l'uscita di Almost Blue l'idea di presentare dei pezzi classici country ad un pubblico che ignora, sia pure involontariamente, questa musica, non può che risollevare un interesse profondamente sopito. L'altra ragione è naturalmente quella che vuole Costello un grandissimo fan del country; lo si era potuto vedere molte volte in compagnia di George Jones e di altre stars dietro al palco durante il Country Festival a Londra lo scorso aprile.

L'idea di un album country in un periodo nel quale new romantics infestano le charts deve avere fatto passare più di una notte insonne a molti dirigenti discografici ed è un merito di Costello che un simile lavoro sia stato portato a fine senza pressioni di carattere commerciale; i timori si sono però sveltamente sciolti quando fu chiaro che l'album faceva passi da gigante nelle classifiche inglesi. Registrato con le Attractions a Nashville, nel Tennessee, con Bill Sherrill come produttore, Almost Blue è una raccolta di pezzi delle stars di ieri e oggi, Hank Williams, Charlie Rich, Merl Haqgard, Gram Parsons, Don Gibson. La presenza di Sherrill aggiunge la giusta misura di prospettiva storica, visto che Sherrill, adesso uno dei multi-milionari del record business di Nashville, incominciò la carriera come ingegnere del suono alla Sun Records di Memphis, lo studio che "scoprì" gente come Presley, Carl Perkins, Charlie Rich e Johnny Cash.

Il risultato di questa collaborazione è un disco, il cui contenuto rappresenta un'atmosfera nella quale Elvis Costello, ed il suo eccellente gruppo, gli Attractions, sembrano trovarsi alla perfezione: un ritmo della melodia e della passione contrapposto alla meccanicità e freddezza che ci viene da così molta della musica odierna. Forse per provarci dal vivo, o forse solo per divertirsi, Elvis Costello ha proposto Almost Blue dal vivo in un concerto alla Royal Albert Hall, a pochi giorni di distanza da altri due shows all'agonizzante Rainbow. Biglietti esauriti per tutti e tre gli spettacoli, ed un'agenzia di viaggio ha pure riempito tutti i posti di un volo charter per l'apparizione, alcuni giorni dopo, in una hall a Parigi.

Dopo avere visto Costello alcuni mesi fa, ad un festival rock a Newcastle, nell'estremo nord dell'Inghilterra, nel quale, sia pure nelle condizioni inclementi di un rock festival, Costello, insieme a quell'altro vecchio amico della Stiff Records, Ian Dury, aveva creato dal nulla un'atmosfera elettrizzante e indimenticabile, ero tuttavia curioso di come il recente materiale, specialmente Almost Blue potesse risultare dal vivo con lo stesso smalto e la lucidità del disco. Alla Royal Albert Hall si è potuto assistere ad uno show la cui complessità, e riuscita, è segno di mestiere e professio-nalità.

Abito sobrio per tutti, Elvis in completo scuro, forse intimorito dalla solennità di una simile hall (la RAH ospita prevalentemente artisti sul cui seguito si può contare per un comportamento estremamente convenzionale, e questa è forse una ragione per cui Discharge e Killing Joke non vi ci sono ancora esibiti). L'acustica è perfetta, come avevo già avuto modo di notare durante molti concerti in passato; si tratta di una hall che dopotutto richiede molta buona volontà da parte di artista e pubblico nel trasformare quella che potrebbe essere una semplice sfilza di hits in un rock show con una spina dorsale e carattere.

Da parte mia devo confessare di essere un fan di Costello almeno quanto lo sono delle Attractions, una band che, sebbene relegata al ruolo di comprimari, ha un sound molto individuale, specialmente Steve Nieve, il tastierista. Ed è proprio lui a costituire una delle sorprese della sera, abbandonati organo e piano elettrico, che gli avevo visto usare (a tratti abusare) a Newcastle, si esibisce unicamente al piano acustico, probabilmente per un fedele ritorno ai toni sobri e aerei di Almost Blue. Un' altra sorpresa, sebbene annuncicta in anticipo, è la presenza di John McFee con la sua steel guitar. John aveva partecipato alla registrazione dell' album, avendone il compito col suo strumento di ammorbidire il sound spigoloso della voce di Costello.

Un inizio piuttosto nervoso, forse per assaggiare l'atmosfe ra; pezzi da LP precedenti al ternati, come per vedere la reazione del pubblico, al nuovo materiale country: "Secondary Modern," "Green Shirt," "Watch Your Step," e più avanti i conosciuti "Big Sister's Clothes" e "Clowntime Is Over." Vengono inoltre riproposti dei pezzi che Costello definisce "nuovi," "Kid About It" e "Long Honeymoon," due lente ballate, lontane anni luce dall'elettrico e esplosivo Costello al tempo delle prime esibizioni al Nashville, un pub a Kensington nel '77.

La prima parte dello spettacolo se ne va in fretta; nell'intervallo c'è però tempo per un consuntivo provvisorio. In questi ultimi tempi, forse a fungere da contrappeso ad una reale carenza di cose nuove, uso di superlativi nel descrivere ogni nuova band o artista è diventato così inflazionato da renderne il significato molto diluito. Elvis Costello e il suo gruppo non hanno certamente un sound accessibile o immediato. La sua voce ad esempio, ruvida e angolosa, può sembrare uniforme, e a tratti addirittura noiosa, priva di una gamme vocale interessante, ma non vi sono dubbi che la produzione musicale di Costello è di un livello e consistenza tale da farlo considerare uno dei pochissimi artisti di inequivocabile valore in questi ultimi anni. Si deve altresì notare come la stessa varietà del suo materiale, dal rock sott'aceto di Trust a pop di alta classe tipo "New Amsterdam" porti alla conclusione che la sua emergenza nel mondo musicale di adesso è puramente accidentale; frutto di capacità individuale e non di un particolare momento della storia del rock.

Ritornando ai posti a sedere dopo un Intervallo interamente dedicato alla conquista di una birra, tra una ressa Incredibile, nella nebbiolina causata da migliaia di sigarette, è possibile scorgere i settanta smoking e farfalilne nere dell'intera Royal Philarmonica Orchestra, ai loro posti nel semicerchio immediatamente sopra e dietro il palco.

Quando Elvis e le Attractions ritornano, l'atmosfera è decisamente più calda che all'inizio, anche se orevedibilmente il ritmo sarà molto più lento, dovuto al mantenere in passo un così grande numero di musicisti. E questo è proprio quello che accade; dapprima solo Nieve e Costello per un lento e irriconoscibile "Accidents Will Happen," un pezzo che chiaramente mette in difficoltà i violini. Vedere un'orchestra classica accompagnare un artista rock è un fatto che comporta più curiosità che altro; sarei felice comunque di sapere cosa passa nella mente del primo violinista nel vedere così tanta gente venuta ad ascoltare un tipo che potrebbe essere suo figlio fare della musica lontana anni luce dalle melodie di Rimsky-Korsakov o Mozart.

Con lo show così diluito, il resto della serata non presenta sorprese: "Watching the Detectives," "Sweet Dreams," "Just a Memory" più un nuovo pezzo, forse il migliore della serata, "Town Crier" e per finire "Peace, Love and Understanding." Uscendo nella geli da aria di Knightsbridge, e sono sicuro che la maggior parte dei presenti la pensa allo stessto modo, non mi è difficile supporre di tornare alla Royal Albert Hall tra vent'anni, magari con famiglia e nipoti, a vedere di nuovo Costello, in capelli bianchi e con qualche ruga in più, sarà sempre con la Stratocaster sottobraccio e voglia di fare musica.

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Ciao 2001, February 28, 1982


Luigi Abbà profiles Elvis Costello and reviews his concert with The Attractions, John McFee and the Royal Philharmonic Orchestra, Thursday, January 7, 1982, Royal Albert Hall, London.

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